BPCO e Spirometria

Eccoci al consueto appuntamento di aggiornamento scientifico, che questa volta vuole affrontare il tema della bronchite cronica, malattia quotidianamente rappresentata nell’ambulatorio di un medico di Medicina Generale.
Infatti, la BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) si pone tra le prime patologie in termini di morbilità, mortalità, costi sanitari e sociali. Nel nostro Paese le stime di prevalenza fanno ritenere che ad oggi circa il 4-5% della popolazione sia affetta da BPCO, con un incremento progressivo che segue l’aumentare dell’età, al punto che dopo i 65 anni la malattia sarebbe riscontrabile addirittura nel 20-25% della popolazione. Si stima che nel 2020 la BPCO rappresenterà la terza causa di morte. Anche sulla base di queste considerazioni, la BPCO è stata catalogata tra le malattie croniche gravi dal Ministero della Salute.
Un punto critico, tra le cause di questo crescente impatto della malattia, è certamente rappresentato dalla scarsa attenzione che la popolazione, e la classe medica ancora dedicano a questa malattia, tanto che meno del 50% dei pazienti affetti da BPCO viene correttamente individuato e diagnosticato. Purtroppo spesso invece succede che il paziente venga preso in carico dalle strutture sanitarie quando ormai la malattia ha raggiunto un livello di gravità e di sintomaticità significativo, perchè la funzionalità respiratoria è già notevolmente compromessa.
Inoltre, ad oggi si ritiene che meno del 50% delle diagnosi sia corredata da un referto spirometrico. La mancanza della spirometria rappresenta un ostacolo alla corretta diagnosi ed alla stadiazione del paziente, e questa mancanza a sua volta impedisce l’impostazione di una terapia appropriata che, come indicato dalle linee guida di riferimento, prevede un approccio “a gradini” con il potenziamento della terapia in funzione dell’avanzare della gravità.
Ci sembra pertanto utile sensibilizzare i medici nei confronti dei soggetti ancora asintomatici, perché la diagnosi venga precocemente effettuata (anche ricercando attivamente i singoli casi) e confortata dalla valutazione funzionale e dalla corretta stadiazione. Inoltre ci sembra essenziale una sempre maggiore integrazione tra Medicina Generale e centri specialistici di riferimento, per migliorare l’accuratezza sia diagnostica che terapeutica dei pazienti affetti da BPCO.
Tali motivi ci hanno portato ad organizzare per il 6 settembre 2008 questo incontro di formazione prima di tutto per noi stessi, poi per i colleghi del Nucleo di Cure Primarie, e per pochi altri “addetti ai lavori”.
Da ultimo vogliamo ringraziare la dottoressa Claudia Curotti della ditta farmaceutica Boehringer-Ingelheim, che con la sua fattiva disponibilità ci ha permesso di realizzare questo incontro.

giovedì 28 agosto 2008

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