Cronicità: ovvero dove va la salute?

L’allungamento della vita media ha comportato che tutti i paesi sviluppati stanno affrontando importanti processi di trasformazione sociale e sanitaria, in quanto la presenza sempre più massiccia di una popolazione anziana ha fatto emergere alcune patologie croniche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva, il diabete mellito tipo II, lo scompenso cardiaco congestizio, che ormai rappresentano la principale causa di morte e di disabilità, responsabili rispettivamente del 59% di tutti i decessi e del 46% di tutte le malattie, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Per fronteggiare questa evoluzione, ed in particolare la diversa domanda di servizi e la crescente pressione sulle risorse economiche, è necessario riorganizzare l’assistenza sanitaria, spostando gli investimenti verso il rafforzamento delle cure primarie e la promozione della integrazione e del coordinamento tra tutti i professionisti (medici di medicina generale, altri professionisti sanitari e specialisti ospedalieri).

Per una completa ed etica presa in carico dei pazienti affetti da malattie croniche, ed una oculata gestione delle risorse economiche, si richiede ora al medico, un approccio attivo di intercettazione precoce del problema cronico, secondo il modello assistenziale dell’Expanded Chronic Care Model, con la classificazione dello stadio raggiunto dalla patologia, e della sua gravità.

Il modello assistenziale prevede la costruzione di un archivio computerizzato dei pazienti (cioè un data-base), ottenuto incrociando i dati del registro aziendale (esenzioni, consumo di farmaci, dimissioni ospedaliere) con le cartelle cliniche dei medici di famiglia, seguito poi dalla chiamata attiva di tutti i pazienti schedati, l’acquisizione del loro consenso informato, la stadiazione della loro malattia e l’impostazione del programma di controllo.

In quest’ottica si sono definiti percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali relativi alle malattie croniche ad alto impatto socio-sanitario, percorsi che prevedono la presa in carico dei pazienti (secondo il modello della medicina di iniziativa, la cosiddetta medicina proattiva), l’assistenza e la cura sin dalle fasi pre-cliniche fino alla gestione dei percorsi di fine vita.

Il nostro Servizio Sanitario Nazionale, una volta definito uno dei migliori al mondo, sarà in grado di reggere alla crescita continua della popolazione anziana?

martedì  14 giugno 2016

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *