PROGETTO RESPIRO

Continuando la tradizione degli incontri scientifici che annualmente teniamo presso la nostra Medicina di Gruppo, questo novembre abbiamo realizzato una riunione intitolata “Progetto Respiro”, con il patrocinio della casa farmaceutica ALFASIGMA. Tale progetto – programma formativo a carattere nazionale che coinvolge specialisti pneumologi e medici di famiglia – ha lo scopo di approfondire le conoscenze relative alla diagnosi della BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva, offrendo al medico di medicina generale l’opportunità di confrontarsi con lo specialista sulla fisiopatologia della malattia, per una corretta azione preventiva, diagnostica e terapeutica della malattia stessa.

A curare la parte teorica, è intervenuto l’attuale primario della Pneumologia di Piacenza, il dottor Cosimo Franco, mentre la casa farmaceutica ha dotato tutti noi partecipanti di uno spirometro, strumento necessario per la diagnosi della BPCO, ma anche estremamente utile per valutarne lo stadio di progressione sui pazienti che ne sono affetti.

Al dottor Cosimo Franco, alla dottoressa Silvia Brega, ed alla casa farmaceutica AlfaSigma vanno i nostri più sinceri ringraziamenti.

La malattia venosa cronica

Anche quest’anno abbiamo organizzato un incontro di carattere scientifico su un tema che frequentemente  ricorre nella pratica medica ambulatoriale: quello dell’insufficienza venosa cronica, e come sempre, abbiamo esteso l’invito a partecipare anche ai medici dei pesi vicini.

Grazie alla disponibilità della casa farmaceutica Servier, l’incontro è  stato organizzato presso la nostra sede di Monticelli, giovedì 30 novembre alla sera. Saranno presenti come relatori due chirurghi che operano a Piacenza ed a Castel San Giovanni, e sono previsti i crediti formativi per i partecipanti.

La gestione del paziente cronico

E’ fatta! Oggi pomeriggio, 9 maggio 2016 alle 16:30 ho avuto un incontro nella sede della Azienda USL a tu per tu con l’illustre Direttore Generale, l’ingegner Luca Baldino, ed abbiamo firmato un accordo per la gestione del paziente cronico (vedi l’articolo Cronicità, ovvero dove va la salute?)

Con questo accordo la nostra Medicina di Gruppo e l’Azienda Unità Sanitaria Locale di Piacenza si impegnano nella lotta contro due patologie croniche il diabete e la broncopneumopatia cronica ostruttiva: dobbiamo individuare i soggetti affetti da tali patologie, sebbene non presentino ancora i segni clinici della malattia, chiamarli a visita e sottoporli ad esami di controllo, inquadrarli ed iniziare a trattarli nel migliore dei modi possibile, per rallentare l’evoluzione della malattia stessa e prevenirne le complicanze: è quanto definito come medicina proattiva, diretta alla popolazione anziana, secondo l’assioma che senectus ipsa morbus (i latinisti sanno che è sottinteso est, cioè in pratica per il solo fatto di essere anziano, una persona è già come se fosse ammalata!). Si tratta sicuramente diun bel programma di lavoro! Ma, da parte dell’Azienda, è anche un riconoscimento della nostra professionalità! L’Azienda si fida di noi al punto da incaricarci di prevenire, studiare e curare queste malattie impegnative nella popolazione di due interi comuni, Castelvetro e Monticelli: sono circa 10.000 persone!

A dire il vero questo accordo ha una durata limitata nel tempo: proprio per il fatto che si tratta di qualcosa di molto diverso dal modo di lavorare che il medico di famiglia ha sempre tenuto finora, questo accordo si configura come un esperimento che durerà due anni. Una iniziativa analoga è stata realizzata proprio recentemente con la Medicina di Gruppo “San Rocco” di Rivergaro: noi saremmo perciò il secondo tentativo. L’Azienda vuole vedere se questo modo di interpretare la prevenzione e la cura delle malattie che affliggono la popolazione anziana si traduce in un miglioramento della qualità di vita di questi pazienti ed in una riduzione dei ricoveri ospedalieri e quindi anche delle spese sanitarie dell’Azienda stessa.

lunedì  9 maggio 2016

Alla ricerca dell’osteoporosi!

Quest’oggi abbiamo realizzato uno screening per l’osteoporosi. Ci siamo accordati per ospitare, nella nostra sede di Monticelli d’Ongina un tecnico che, dal mattino alle 8:30 fino al pomeriggio alle 17:30 (con solo una breve pausa per uno spuntino) utilizzando una apparecchiatura ad ultrasuoni, ha sottoposto ad indagine densitometrica il calcagno di 93 nostre pazienti, da noi selezionate come “a rischio” di osteoporosi post-menopausale.
L’esame è velocissimo: dura poco più di cinque minuti, non procura disagio alla paziente, è gratuito, e non prevede liste di attesa, come invece succede per l’esame realizzato con la metodica DEXA, almeno quando lo si voglia prenotare attraverso i canali della sanità convenzionata: tutti questi punti a favore hanno certamente influenzato positivamente le nostre pazienti, dal momento che alcuni commenti da noi raccolti per nostra curiosità sono risultati di questo tenore: “L’esame è veloce, l’operatore gentile ed efficiente”, “Molto professionale ma aperto al dialogo, veloce ed efficiente”, “La persona è disponibile, l’esame non è fastidioso, ma semplice e veloce”, ecc.
Si sono presentate dunque 93 donne, di età compresa tra 46 ed 87 anni (l’età media si aggirava sui 63 anni e mezzo) hanno sottoposto il piede destro all’indagine, in pochi minuti hanno ottenuto il valore della densità minerale del calcagno, con un piccolo grafico che indicava la loro posizione rispetto alla media della popolazione femminile coetanea. I risultati sono stati sorprendenti anche per noi: in 15 casi il valore del T-score andava da -2,5 a -2,9, in 16 casi il T-score è risultato pari o inferiore a -3,0. Questi dati consentirebbero di concludere che in un terzo della popolazione femminile che riteniamo “a rischio” di osteoporosi, la malattia è in effetti già presente, se non addirittura in fase avanzata, come accade nel 50% di loro.
“Prevenire è meglio che curare” dice un vecchio adagio, e per quanto riguarda l’osteoporosi, la diagnosi precoce e la terapia costituiscono di fatto la prevenzione delle fratture a volte invalidanti che affliggono poi l’età senile. Vogliamo sperare che questa nostra odierna iniziativa, seppur minuscola e di modesta portata, possa tradursi domani in una piccola riduzione della invalidità da frattura.

venerdì  15 maggio 2009

Le ecografie realizzate finora

Si è concluso anche il 2008! Credo sia il momento di pubblicare il resoconto delle ecografie realizzate nella nostra Medicina di Gruppo in questo anno ormai trascorso. E, quasi per tradizione, abbiamo raccolto questi dati in un nuovo grafico (si fa per dire nuovo, è solo un altro grafico analogo a quelli pubblicati gli altri anni) che si aggiunge ai precedenti.
Confrontandolo con quelli “vecchi” che riassumono il lavoro degli anni passati, balza subito all’occhio che le ecografie realizzate quest’anno sono di più. Vediamo infatti che nel 2006, primo anno di cui disponiamo di dati statistici, le ecografie realizzate presso la nostra sede sono state 473, sono poi diventate 597 l’anno successivo, mentre quelle effettuate nel 2008 salgono a 675! A conferma che l’iniziativa aziendale di portare i servizi in genere, e l’ecografia in particolare “sul territorio” dislocandola in quei centri che – come la nostra Medicina di Gruppo – raccolgono un bacino di utenti discretamente corposo, idea appassionatamente perseguita a suo tempo dal dottor Stefano Dughetti, noto ecografista della Radiologia dell’Ospedale di Piacenza, è stata un’idea vincente. Consideriamo anche che queste prestazioni sono state erogate nel nostro centro con un tempo medio di attesa di una settimana, mentre sappiamo come siano lunghe le code di prenotazione per una indagine ecografica, in altre sedi, compresa la nostra Azienda USL. Consideriamo inoltre che probabilmente alcuni nostri pazienti, vedendo la possibilità concreta di eseguire l’esame prescritto senza allontanarsi da Monticelli, ed in un tempo molto ragionevole, hanno optato per non cercare fuori regione la risposta alle loro richieste diagnostiche.
Per la nostra Medicina di Gruppo questo si traduce in un piccolo vanto: perché abbiamo realizzato una iniziativa che sembra funzionare (ed ora che la vediamo replicata dall’Azienda in altri ambulatori di medici di famiglia, possiamo dire con orgoglio che siamo stati i primi a sperimentarla), ma anche perché riteniamo di andare incontro alle richieste dei nostri pazienti, ed infine anche perché questa iniziativa dimostra all’Azienda la nostra attiva collaborazione.

venerdì 30 gennaio 2009

Puoi vedere tutte le ecografie di primo livello realizzate presso la nostra Medicina di Gruppo dal gennaio 2006 al dicembre 2016 (dal 2017 il servizio è stato spostato presso la Casa della Salute).

BPCO e Spirometria

Eccoci al consueto appuntamento di aggiornamento scientifico, che questa volta vuole affrontare il tema della bronchite cronica, malattia quotidianamente rappresentata nell’ambulatorio di un medico di Medicina Generale.
Infatti, la BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) si pone tra le prime patologie in termini di morbilità, mortalità, costi sanitari e sociali. Nel nostro Paese le stime di prevalenza fanno ritenere che ad oggi circa il 4-5% della popolazione sia affetta da BPCO, con un incremento progressivo che segue l’aumentare dell’età, al punto che dopo i 65 anni la malattia sarebbe riscontrabile addirittura nel 20-25% della popolazione. Si stima che nel 2020 la BPCO rappresenterà la terza causa di morte. Anche sulla base di queste considerazioni, la BPCO è stata catalogata tra le malattie croniche gravi dal Ministero della Salute.
Un punto critico, tra le cause di questo crescente impatto della malattia, è certamente rappresentato dalla scarsa attenzione che la popolazione, e la classe medica ancora dedicano a questa malattia, tanto che meno del 50% dei pazienti affetti da BPCO viene correttamente individuato e diagnosticato. Purtroppo spesso invece succede che il paziente venga preso in carico dalle strutture sanitarie quando ormai la malattia ha raggiunto un livello di gravità e di sintomaticità significativo, perchè la funzionalità respiratoria è già notevolmente compromessa.
Inoltre, ad oggi si ritiene che meno del 50% delle diagnosi sia corredata da un referto spirometrico. La mancanza della spirometria rappresenta un ostacolo alla corretta diagnosi ed alla stadiazione del paziente, e questa mancanza a sua volta impedisce l’impostazione di una terapia appropriata che, come indicato dalle linee guida di riferimento, prevede un approccio “a gradini” con il potenziamento della terapia in funzione dell’avanzare della gravità.
Ci sembra pertanto utile sensibilizzare i medici nei confronti dei soggetti ancora asintomatici, perché la diagnosi venga precocemente effettuata (anche ricercando attivamente i singoli casi) e confortata dalla valutazione funzionale e dalla corretta stadiazione. Inoltre ci sembra essenziale una sempre maggiore integrazione tra Medicina Generale e centri specialistici di riferimento, per migliorare l’accuratezza sia diagnostica che terapeutica dei pazienti affetti da BPCO.
Tali motivi ci hanno portato ad organizzare per il 6 settembre 2008 questo incontro di formazione prima di tutto per noi stessi, poi per i colleghi del Nucleo di Cure Primarie, e per pochi altri “addetti ai lavori”.
Da ultimo vogliamo ringraziare la dottoressa Claudia Curotti della ditta farmaceutica Boehringer-Ingelheim, che con la sua fattiva disponibilità ci ha permesso di realizzare questo incontro.

giovedì 28 agosto 2008

Diabete e sindrome metabolica

La medicina, anzi direi “la buona pratica medica” da anni si interessa sempre più di prevenzione piuttosto che di terapia: il motto “prevenire è meglio che curare” forse proprio perché di validità lapalissiana, è universalmente conosciuto e viene riconosciuto valido. Ma nonostante ciò, le proiezioni sul futuro prossimo sono drammaticamente deludenti: l’invecchiamento progressivo della popolazione (sicuramente un “effetto collaterale” dei progressi ottenuti in campo medico-scientifico) farà sì che alcune malattie legate all’esaurimento di alcune funzioni di base della vita umana abbiano una esplosione inaspettata: tra queste sicuramente il diabete, che già ora gode di una discreta diffusione, è certamente destinato ad aumentare di prevalenza.
Ecco uno dei motivi per scegliere questo argomento come corso di aggiornamento di quest’anno. Ma ne esistono altri: quali per esempio la sintesi di nuove insuline resa disponibile dalla ricerca farmacologica. «Come “nuove insuline” – si chiederà qualcuno di voi – ormai da anni esiste sul mercato l’insulina umana per il trattamento del diabete, che cosa vuol dire cercare “nuove insuline”? Forse che l’insulina umana, quella cioè che madre natura ha dato a tutti noi, non va più bene per la cura del diabete nel genere umano?»
Si può essere “più realisti del re”? E’ possibile che esista una insulina trasformata che risulti più efficace, più potente dell’insulina umana normale? Ecco un secondo motivo per discutere dell’argomento. Ma non solo: nella terapia del diabete, anche oggigiorno in epoca insulinica, sono presenti farmaci ipoglicemizzanti orali diversi dall’insulina, alcuni già dignitosamente presenti nella farmacopea ufficiale da anni, altri più recenti, altri ancora appena nati: e se questi non hanno alle spalle i decenni di successi che i primi possono vantare, si presentano però come princìpi che nascono dalle migliorate conoscenze della malattia, tanto da sembrare addirittura più rispettosi della fisiopatologia del diabete stesso.
Per tutti questi motivi abbiamo concordato, con una casa farmaceutica sempre impegnata nel settore, di realizzare questo corso di aggiornamento che si terrà nella mattinata di sabato 21 giugno, nella nostra sede di Monticelli, per cercare di fare il punto della situazione. I colleghi interessati sono caldamente invitati.

lunedì 19 maggio 2008

Studi Medici Associati ed R.S.A.

In collaborazione con la RSA di Monticelli (che per inciso sta al piano di sopra della nostra Medicina di Gruppo) abbiamo programmato per il 14 dicembre 2007 un incontro sul tema “L’assistenza dell’anziano non autosufficiente a domicilio“.
Tale iniziativa si inserisce nel programma di educazione sanitaria previsto dagli accordi nazionali: cioè in pratica noi medici avremmo anche il compito di istruire la popolazione su alcuni problemi di interesse generale, certamente in modo diverso da quanto facciano attualmente i mass media, con mezzi ovviamente molto più modesti, ma – speriamo – con una presa più diretta sul pubblico.
La serata si terrà nel salone del consiglio comunale di Monticelli d’Ongina, il giorno 14 dicembre prossimo, alle ore 20:30. Saranno presenti in qualità di relatori il Sindaco di Monticelli, il dottor Carra dell’Azienda USL, il dottor Paolello dell’RSA, oltre ad un paio di medici della nostra Medicina di Gruppo (il dottor Leonardi ed il dottor Bottani). L’incontro verrà moderato dalla dottoressa Schiaffonati, direttrice della cooperativa sociale Coopselios, che da anni gestisce l’RSA. Tutta la popolazione ovviamente è invitata a partecipare.

La locandina.

Corsi di aggiornamento

Fin dall’inizio, abbiamo pensato che lavorare in gruppo avrebbe potuto offrirci l’occasione di scambiarci notizie ed informazioni riguardanti la nostra professione, avrebbe potuto rappresentare un momento di crescita anche culturale per noi stessi, e per questo abbiamo voluto caratterizzare la nostra Medicina di Gruppo anche come un nostro strumento di aggiornamento.

Proprio per tale motivo, con cadenza annuale, invitando come relatori specialisti di Piacenza, di Cremona, di Parma, abbiamo organizzato incontri di aggiornamento, anche accreditati, su temi clinici che spesso ricorrono nella attività professionale, anche estendendone la partecipazione ai colleghi delle zone limitrofe, e tutto questo oseri dire precorrendo l’Azienda, prima ancora che realizzasse l’attuale Nucleo di Cure Primarie.

Che cosa facciamo?

Dopo aver costituito la nostra Medicina di Gruppo, abbiamo stilato e presentato alla Azienda U.S.L. una carta dei servizi, dove abbiamo elencato ciò che intendevamo realizzare lavorando collegialmente. Gli obbiettivi raggiunti a tutt’oggi sono:
effettuare visite ambulatoriali e domiciliari, nell’arco delle 12 ore diurne dal lunedì al venerdì;
dilatare l’orario dell’ambulatorio che attualmente resta aperto al pubblico per 9 ore al giorno;
attivare un servizio di segreteria medica, per la richiesta di farmaci ripetitivi (usati per patologie croniche);
eseguire la glicemia ed il tempo di coagulazione INR (nei pazienti diabetici o, rispettivamente che siano in Terapia Anticoagulante Orale);
realizzare un servizio di Pronto Soccorso (per piccole emergenze, quali medicazione e sutura di ferite superficiali, somministrazione di fleboclisi, ecc.);
praticare vaccinazioni (quella antinfluenzale durante la stagione autunnale, ma anche altre durante tutto l’anno);
effettuare il monitoraggio della Pressione Arteriosa delle 24 ore secondo la tecnica di Holter;
ed infine nella nostra sede sono presenti ogni settimana dei colleghi che effettuano ecografie tiroidee, addominali e muscolo-scheletriche, con tempi di prenotazione che raramente superano la settimana di attesa.