Abbiamo già tre anni!

Ci siamo! Ricorre il nostro III compleanno!
Sono ormai trascorsi tre anni da quando è iniziata la nostra avventura come Medicina di Gruppo, da quando cioè abbiamo costituito gli Studi Medici Associati di Monticelli e di Castelvetro, e forse è giunto il momento di tirare alcune somme, ripensando e puntualizzando il cammino percorso insieme.

Ovviamente all’inizio eravamo tutti un po’ titubanti: la novità è sempre per definizione qualcosa che non conosci bene, e l’idea di lavorare “gomito a gomito” con dei colleghi, seppure allettante per la possibilità di una maggiore collaborazione, di un confronto e di un interscambio “culturale”, non è proprio l’idea ispiratrice di chi sceglie la professione del medico di famiglia. E’ vero che già ci conoscevamo da tempo (da anni tutti noi operavamo nello stesso paese) è vero che già esisteva un reciproco rapporto di stima, ma è anche vero che ciascuno di noi è una persona diversa, che si caratterizza per un suo modo di intendere il lavoro ed il rapporto con i pazienti, per una sua filosofia della vita, ecc. ecc.  Pertanto la preoccupazione di amalgamare il gruppo, di temperare le esigenze strettamente personali conciliandole con gli interessi comuni, di organizzare una équipe dove fosse piacevole lavorare, ha impiegato gran parte delle nostre forze, almeno per il periodo di rodaggio.

Nel tempo comunque siamo andati apprezzando le possibilità che ci offriva la nuova impostazione del lavoro: e se per noi medici effettuare visite ambulatoriali su prenotazione può essere considerato un vantaggio, poter erogare ai nostri pazienti prestazioni e servizi diversi, quali per esempio la prenotazione diretta degli esami e delle consulenze specialistiche “saltando” il passaggio al CUP, realizzare nella nostra sede qualche esame del sangue, o un elettrocardiogramma, una ecografia, il monitoraggio della pressione arteriosa sulle 24 ore, o anche un piccolo intervento di pronto soccorso, ritengo sia tanto qualificante per gli Studi Medici Associati quanto utile per i pazienti stessi. Come considero qualificante anche l’impegno di perseguire un intento “culturale” nella nostra professione: ritorno col pensiero ai tre corsi di aggiornamento che abbiamo organizzato, uno per anno, per i medici di famiglia (corsi che hanno riscosso anche l’interesse dei colleghi dei paesi vicini) ed anche all’incontro diciamo così di “educazione sanitaria” realizzato qualche mese fa in collaborazione con la RSA e rivolto alla popolazione, incontro incentrato sulle problematiche del paziente anziano curato a domicilio.
Ovviamente non è tutto merito nostro: siamo riusciti a realizzare queste iniziative perché abbiamo potuto contare sull’appoggio delle nostre collaboratrici, sulla puntuale collaborazione dei colleghi specialisti inviatici dall’Azienda USL, sulle risorse che l’Azienda stessa ha messo a nostra disposizione, sulla collaborazione della Cooperativa dei Medici di Medicina Generale di Piacenza, sulla disponibilità della Cooperativa Coopselios che gestisce la RSA posta nello stesso nostro fabbricato.

Confrontando il lavoro odierno con quello di prima, posso affermare – per quel che mi riguarda – che faccio ancora le stesse cose di prima, ma in modo diverso, forse più gratificante, faccio più cose rispetto a prima, non guadagno più di prima, ma dedico più tempo alla professione e ad altre attività correlate. Anche perché nel tempo abbiamo realizzato qualche altra piccola idea: per esempio questa stessa pagina web, (che forse qualcuno starà leggendo, due, tre persone, non credo di più) e che comunque era assolutamente impensabile fino ad alcuni anni fa!

E adesso, abbiamo finito? Certamente no, abbiamo ancora nel cassetto altre iniziative da concretizzare: per esempio stiamo pensando di avvalerci di una nuova figura professionale, un consulente a cui sottoporre pazienti particolarmente a rischio per le malattie cardio-vascolari e, sempre al proposito, intendiamo estendere l’uso dell’ecografo, abbinandogli la tecnica color-doppler per lo studio della patologia vascolare, stiamo già organizzando un nuovo corso di aggiornamento per medici, naturalmente accreditato presso il Ministero della Salute, questa volta sul tema del diabete, ed altro ancora.

Ma dicevo che sembra giunto il momento di tirare le somme: quanto ci è costato tutto questo? Quanto ci è costato in termini di denaro, di tempo, di impegno, di difficoltà da superare? E quanto ci abbiamo guadagnato, al di là di quelle che possono essere le soddisfazioni personali? Ben sappiamo che le gratificazioni umane sono impagabili, ma se volessimo fare un po’ di conti?
Mi piace pensare che la nostra Medicina di Gruppo sia cresciuta nella considerazione della gente: penso con una puntina di orgoglio che, in questo tempo trascorso, gli Studi Medici Associati sono diventati un punto di aggregazione per colleghi e collaboratori che tre anni fa non conoscevamo nemmeno, ho appreso con gioia che due colleghe che hanno frequentato per un certo tempo la nostra sede, hanno adesso imbroccato la strada che le porterà a realizzare un loro sogno, l’una a Brescia, l’altra a Bologna, ma ci sono ancora molte cose da puntualizzare, prima di tutto il nostro rapporto con l’Azienda USL, e poi con la Cooperativa dei Medici di Medicina Generale di Piacenza.

Da parte nostra, nei limiti del possibile ovviamente, abbiamo sempre abbracciato le iniziative aziendali, cercando di collaborare fin dal principio: in fondo ci sentiamo di essere l’altra mano dell’Azienda USL, quelli cioè che gestiscono la sanità sul territorio, a diretto contatto con gli ammalati. E se non ci impegnassimo nel miglioramento dell’assistenza sanitaria, che medici saremmo? In questo senso abbiamo interpretato le piccole trasformazioni che la Regione ha progressivamente introdotto: il Progetto SOLE, i Nuclei di Cure Primarie, la Continuità Assistenziale, e via dicendo. Purtroppo la disponibilità da noi offerta ha ottenuto scarso riconoscimento da parte di chi detiene le leve del potere! A volte ci siamo sentiti abbandonati, non sostenuti da chi, mosso forse più da motivazioni politiche che cliniche, aveva dato l’avvio ad iniziative che noi poi dovevamo realizzare. A volte ci siamo visti imporre le prese di posizione dell’ultimo arrivato nella “stanza dei bottoni” assolutamente irrispettose di chi, umilmente ma quotidianamente, offre ormai da anni, il suo contributo perché l’assistenza sanitaria sia una realtà concreta ogni giorno.
Analizzando poi il nostro rapporto con la Cooperativa dei Medici di Medicina Generale di Piacenza, di cui tutti noi siamo soci, abbiamo drammaticamente scoperto che l’appoggio inizialmente offertoci dal suo Presidente, si è di fatto tradotto nella sudditanza obbligata degli Studi Medici Associati dalla Cooperativa stessa! Non avendo noi mai formato una società, una associazione, un ente che avesse riconoscimento giuridico, inizialmente ci veniva comodo che la Cooperativa assumesse a nome nostro i contratti, assumesse i nostri dipendenti, facesse fronte alla nostre fatture, naturalmente previo rimborso da parte nostra. Ma oggi abbiamo scoperto che così facendo, tutto il nostro ambiente risulta di fatto proprietà della Cooperativa. Ci ritroviamo ad aver pagato di tasca nostra le attrezzature, gli arredi, il personale, le sedi, solo per trasferirle alla Cooperativa! A conti fatti, risulta proprio un bel guadagno!

Che dire dunque della esperienza di gruppo? Forse che, come a tutti ben noto, ogni medaglia ha un suo rovescio? Forse che ci siamo ingenuamente fatti ammaliare da un miraggio? Qualche volta rivado con il pensiero ad un recente passato, quando mi gestivo solitariamente il mio lavoro: per certi aspetti non rimpiango la scelta fatta, ma certamente allora le preoccupazioni e le difficoltà erano molto meno! Chiaramente la presenza delle nostre collaboratrici, Clara – sicuramente l’acquisto migliore che abbia fatto la nostra Medicina di Gruppo – Laura ed Elena, che ci aiutano nel lavoro, va considerata un miglioramento qualitativo, possibile solamente lavorando insieme, ma è sufficiente per un bilancio positivo? O forse sono io che mi aspettavo troppo?

Ecografie

Dall’ottobre 2005, per accordi intercorsi con l’Azienda USL, abbiamo iniziato una proficua collaborazione con il dottor Stefano Dughetti, Radiologo dell’Ospedale Civile di Piacenza, specialista in ecografia. Da allora, ogni martedì il dottor Dughetti è presente nella sede di Monticelli, dove sottopone ad indagini ecografiche i nostri pazienti, che quindi si ritrovano favoriti sia dal punto di vista dell’attesa (perché raramente tra la prescrizione dell’esame ed il suo espletamento trascorrono più di sette giorni), sia dal punto di vista della distanza (debbono semplicemente venire in ambulatorio al martedì). Da quest’anno, al dottor Dughetti si è affiancata la dottoressa Marica Imberti, che è presente sempre il martedì, nel pomeriggio.

Se consideriamo che in due anni sono state effettuate ben 1175 ecografie, possiamo ritenere questa iniziativa un discreto successo: anche l’Azienda, convinta dell’utilità di potenziare i servizi sul territorio, ha pensato di ripetere questo stesso esperimento con altre Medicine di Gruppo, per esempio a Fiorenzuola d’Arda, ad Alseno ed a Piacenza.

L’istogramma a canne d’organo che appare qui sotto riporta appunto le ecografie effettuate in questo anno 2007, divise per periodo.